“Con tono giusto si può dire tutto, con tono sbagliato nulla. L’unica difficoltà consiste nel trovare il tono.”
(George Bernard Shaw)

 

In questa società ciò che conta è il rappresentarsi, non ciò che “io sono”. Conta soprattutto quello che gli altri pensano di me. Non dimentichiamo, poi, che la tecnologia del digitale abbassa la soglia del pudore e della riservatezza.
I ragazzi considerano Internet come un luogo dove incontrarsi, conoscere e sperimentare, ma anche un mezzo che soddisfa la loro vorace curiosità dal momento che offre una quantità infinita di informazioni utili e interessanti. Se per noi adulti consapevoli la rete è virtuale, la non realtà, per gli internauti è più reale di quello che noi siamo abituati a pensare. La E-generation considera la rete come uno strumento della quotidianità. Nella rete non c’è tempo, si ha tutto e subito, si fa amicizia velocemente, si parla con facilità, si è sganciati dalla realtà, si vive una vita costruita a piacimento, lontano dalla solitudine e dal senso di vuoto. Internet, allora, è un mondo parallelo a quello reale. Un tempo si poteva accedere ad internet solo tramite il computer, ora, invece, le relazioni personali sono veicolate all’interno dei circuiti degli smartphone, dei tablet, degli iPhone, dei siti web e dei social.

Si può essere online in qualsiasi luogo e momento della giornata e della notte dando luogo al fenomeno del vampin (rimanere sveglio fino a tarda notte per chattare, parlare, giocare).
Stando tantissime ore su Internet, la vitalità dei ragazzi, sovraccaricata di stimoli e messaggi uditivi, visivi e tattili, è bloccata e immobilizzata, dimenticando la comunicazione vis-à-vis e perdendo la relazione perché non c’è più l’esserci, l’esserci con e l’esserci per e, soprattutto, non ci sono emozioni. Su Internet il corpo non serve, basta la mente. In questo modo i ragazzi perdono il tempo della vita reale, dei giochi all’aria aperta, le energie sottratte alla concentrazione necessaria ai compiti a casa, attenzioni distolte dalle amicizie e dagli affetti familiari. Internet, se usato in modo distorto, rappresenta un grande pericolo. Si pensi alla dipendenza da Internet, dove il pensiero ossessivo o comportamento compulsivo è concentrato su tutto ciò che riguarda il mondo online: gioco d’azzardo, chat, scommesse, shopping, informazioni, sesso…

Ci sono altre insidie come la presenza di adulti, che in modo subdolo possono minacciare e, talvolta, invadere la sfera intima dei ragazzi. Si pensi alla pedofilia, al cyber bullismo, al grooming (adescamento online dei ragazzi), al sextortion (la minaccia di condividere immagini e video a sfondo sessuale con altri), al sexting (volontaria distribuzione di immagini e video sessualmente espliciti), alla pedopornografia (scambio di materiale o anche creare immagini di bambini in comportamenti sessuali); live distante chid abuse (gestito da organizzazioni criminali, attraverso cui i molestatori sono sollecitati a recarsi in luoghi dove avvengono gli abusi. Fenomeno collegato al turismo sessuale); streaming di abusi (flusso di dati audio/video trasmessi da reti telematiche), hate speech (discorsi, commenti, messaggi e parole cariche di odio indirizzate verso altri); pull a pig (un ragazzo più ricercato dal gruppo avvicina una ragazza considerata poco avvenente con lo scopo di farle credere di essere interessato per poi umiliarla nel gruppo, dicendole che è uno scherzo); revenge porn (vendicarsi per essere stato lasciato o tradito pubblicando materiale intimo sui social o nelle chat).

Attenzione anche ai siti pro-ana e pro-mia, siti difficili da trovare, ma una volta superato lo scoglio si scivola in un baratro di tristezza e sofferenza esaltando l’anoressia e la bulimia.

Fondamentali regole da seguire

• Fare attenzione alle cose che si pubblicano quando si accetta un’amicizia da una persona sconosciuta.
• Non pubblicare immagini, foto di bambini sui social.
• Accertarsi che le informazioni personali siano protette.
• Non caricare immagini o video che ritraggono altre persone senza avere il loro permesso o senza che loro lo sappiano.
• Evitare di parlare con gli sconosciuti.
• Non dare il proprio numero di cellulare.
• Impostare sempre la password per proteggere gli accessi per tablet e cellulari.
• Non cliccare su link la cui immagine non è chiara.
• Non aprire e-mail o messaggi che risultano strani.
• Fare attenzione alle finestre poup-up che si aprono quando si visitano dei siti non protetti.
• Non dare a nessuno informazioni personali e della famiglia.
• Non dare a nessuno informazioni e dati di carte di credito o informazioni bancarie.
• Informare gli adulti se si è letto o visto qualcosa che fa sentire a disagio.

Per gli adulti è opportuno che diano delle regole:

• Limitare il tempo di utilizzo limitato a quattro ore;
• Guidare all’inizio i figli nell’utilizzo della rete:
• Evitare di mantenere la connessione mentre si sta studiando;
• Informare i ragazzi dei pericoli;
• Condividere quello che si fa su Internet come si discute di ciò che è accaduto a scuola;
• Responsabilizzare i figli ad un uso consapevole spiegando loro che ciò che si fa online ha delle ricadute nella vita reale;
• Suscitare nei ragazzi l’interesse, l’entusiasmo per altre attività, perché se si danno altre opportunità, si saprà utilizzare Internet senza esserne contraffatto.