sanita progetto martinaCome è noto, la prevenzione è l’insieme di interventi finalizzati ad impedire o ridurre il rischio (ossia la probabilità) che si verifichino eventi non desiderati ovvero ad abbatterne o attutirne gli effetti in termini di morbosità, disabilità e mortalità.

Tale concetto, universalmente accettato, ha avuto nel tempo e continua ad avere declinazioni differenti.
La cosiddetta “Medicina predittiva”, ad esempio, è intesa oggi in un Occidente permeato di ansia, da una parte crescente di popolazione, come una mera sequela di test i quali, comunque raramente definiscono una certezza (se, quando e a quale livello di gravità la persona interessata si ammalerà) ma solo “predisposizioni”; in non pochi casi questa consapevolezza del rischio finisce per alimentare una sorta di ipocondria che sfocia nell’effettuazione di altri test o addirittura nella arbitraria assunzione di farmaci.

L’aumento negli ultimi anni delle malattie iatrogene, dovute cioè a errati rimedi, sempre più spesso non prescritti dal medico ma suggeriti da “mode” o dalla pubblicità, (come è il caso dei famigerati “integratori”) è una testimonianza di ciò.
Nella mia oramai cinquantennale carriera di medico ho sempre inteso la prevenzione come cultura e a tal fine, anche collaborando con le più diverse organizzazioni e tenendo non so più quante (ma si tratta, sicuramente, di un numero a quattro cifre) conferenze, incontri, dibattiti… ho cercato di infondere il concetto di prevenzione come un aspetto del più vasto amore per la Vita.

Un esempio è stato il “Progetto Martina”, un’emozionante esperienza nella quale, nonostante fossi docente e formatore, mi ha insegnato molto.

Il sottotitolo del Progetto: “Parliamo ai giovani dei tumori”.

Lezioni contro il silenzio agli inizi, mi faceva presagire un uditorio scarno e, tutto sommato sprezzante.
Per quale motivo, infatti, pensavo una persona nel fiore degli anni avrebbe dovuto più che preoccuparsi, occuparsi, di un rischio così grave da essere, mai più, rimosso?
L’attenzione dei ragazzi e delle ragazze che affollavano gli incontri e i loro numerosi commenti, riportati nel sito internet:
(www.progettomartina.it/ files/commenti-studenti.pdf )predisposto dai curatori del Progetto hanno testimoniato una realtà ben diversa.
E le innumerevoli domande su aspetti pratici, quali le modalità dell’autopalpazione del seno o della vaccinazione HPV, o su aspetti di carattere generale, quali l’incidenza del fumo o dell’ambiente, hanno evidenziato una sensibilità e una cura di sé che davvero contrastano con il cliché dell’adolescente abulico e cinico che viene riproposto dai mass media.

Una bella esperienza, insomma anche se, nel campo della prevenzione sanitaria, incontri pubblici e lezioni frontali, se pur fondamentali per stimolare una domanda di conoscenza, non possono essere le sole a sopperire quella formazione della consapevolezza che può essere garantita soltanto da un attento Counseling.