L’utilità dell’approccio con l’anamnesi sportiva e la valutazione antropometrica per l’allenamento personalizzato

L’individualizzazione dell’allenamento è ormai anche per i neofiti il punto cardine della riuscita di una buona programmazione.
Per somministrare agli utenti delle palestre allenamenti fatti su misura per le proprie esigenze personali è bene indagare e porre delle domande mirate, per evitare errori.

Nel momento dell’iscrizione in palestra siamo tutti uguali, con le nostre necessità, la voglia di tonificarsi, di dimagrire, di rimettersi in forma e con una voglia matta di migliorare.
Queste le basi dell’approccio e dell’avvicinamento al centro fitness; non per questo però siamo tutti uguali di fronte all’allenamento.
Ognuno di noi ha caratteristiche fisiche proprie che ci distinguono, con differenze strutturali più o meno accentuate con composizione corporea, età, sesso, capacità fisiche diverse. Per questo motivo chiaramente ognuno di noi deve allenarsi in maniera differente.
Questo è categorico, non è più possibile allenare soggetti completamente diversi nello stesso modo, sperando che ottengano gli stessi risultati. Copiare la scheda di allenamento del campione di turno o somministrare lo stesso allenamento, che è risultato vincente con un altro soggetto è da irresponsabili, incoscienti e denota uno scarso livello di cultura. È quindi di fondamentale importanza per lo staff tecnico, rendere il programma di allenamento specifico per le caratteristiche e per le ambizioni del soggetto.

Come dicevamo una corretta anamnesi sportiva è alla base; il colloquio preliminare tra lo staff del centro e l’utente rappresenta uno strumento validissimo in mano all’istruttore, che in questo modo, otterrà informazioni necessarie per personalizzare il programma. Oltre ai classici dati anagrafici, il peso, l’altezza e alle centimetrie corporee, è molto utile inoltre controllare la pressione arteriosa.

BMI (indice di massa corporea), WC (circonferenza addominale) e plicometria sono utilissimi per valutare la composizione corporea e il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari. L’anamnesi sportiva, simile a quella effettuata dal medico, continua con un’indagine sui trascorsi sportivi e su eventuali patologie o eventi traumatici, di valenza medico sportiva del soggetto. In pratica ci si informa:
– sull’occupazione;
– sulle attività motorio-sportive praticate, da quanto tempo vengono praticate, del livello raggiunto; sui traumi, eventualmente subiti e sulla loro gravità;
– sulla presenza di patologie muscolo scheletriche (paramorfismi e dimorfismi, discopatie, ernie, artrosi);
– sulla presenza di dolori muscolari; su patologie dell’apparato cardiorespiratorio (asma, ipertensione, aritmie, allergie).

Informarsi sulle altre attività motorio-sportive praticate al momento è importante per comprendere come queste possano integrarsi con il fitness.

Al pari degli sport praticati attualmente, è fondamentale anche conoscere gli sport praticati in passato, in quanto sono indicativi dello sviluppo di alcune predisposizioni fisiche. Sapere poi se un utente ha subito nella sua vita dei traumi (specie se di interesse ortopedico), ci permette di conoscere i limiti morfologici e funzionali dell’allenamento, per porvi le necessarie attenzioni. Possiamo pensare ad esempio a quanto possa essere controindicato eseguire lo squat, per una persona con un problema alla colonna vertebrale. La presenza di eventuali paramorfismi e dimorfismi inoltre, anche se non segnalata dall’interessato (che potrebbe non esserne a conoscenza), può essere direttamente individuata dall’istruttore competente. Da quanto evidenziato la corretta elaborazione di un programma di allenamento personalizzato, non può prescindere dalla conoscenza dei dati sopra menzionati, essenziali e obbligatori per definire gli obiettivi e ottenere il massimo risultato, ottenibile riducendo al massimo i rischi.