farmacia farmaciLe grandi novità
La farmacia oggi è un centro sanitario polifunzionale di servizi per la salute, è un luogo di informazione ed educazione sanitaria, integrandosi al meglio nel SSN.

Il suo compito è di adeguarsi all’aumento delle richieste di servizi sanitari sia sul piano qualitativo che su quello quantitativo e far fronte alle domande di benessere e salute del cittadino.

La farmacia rappresenta un qualificato osservatorio del sistema sanitario nazionale sul territorio e un canale per la raccolta di eventuali effetti secondari indesiderati riscontrati dal cittadino a seguito dell’assunzione dei farmaci.

Il ruolo sempre più attivo del cittadino, cliente, paziente, nella gestione della propria salute, dato il crescente livello di informazione, determina una rivoluzione nel concetto di salute inteso come stato di benessere.

Il farmacista territoriale è, dunque, un referente sanitario in grado di rispondere in maniera competente, esauriente e riservata ai problemi del cittadino, con attività di consulenza di carattere sanitario sull’alimentazione, prodotti non farmaceutici, corretti stili di vita.

Il D.L. n.153/2009, in attuazione della legge n.69/2009, prevede l’attivazione tramite la farmacia dei nuovi servizi: assistenza domiciliare integrata;
iniziative per il corretto uso del farmaco e il relativo monitoraggio;
programmi di educazione sanitaria e prevenzione delle principali patologie ad impatto sociale;
analisi di prima istanza ed esami di secondo livello nell’ambito dell’autocontrollo, restando ovviamente esclusa l’attività di diagnosi, nonché il prelievo di sangue mediante siringhe;
prenotazioni di visite ed esami (CUP) con pagamento ticket e ritiro del referto;
farmacovigilanza mediante apposite schede trasmesse all’ASL entro tre giorni per reazioni avverse gravi e sei giorni negli altri casi, per garantire un’elevata sicurezza dei farmaci.

Conseguenze immediate nell’applicazione del decreto consistono nel risparmio di tempo e denaro, l’ASL può indirizzare le risorse verso altre attività, la farmacia vede valorizzato il proprio ruolo di snodo territoriale, monitora l’andamento delle terapie, migliora la compliance del paziente, rafforza il radicamento territoriale.

Il servizio CUP già erogato da alcune farmacie è attivo per la prenotazione di visite specialistiche ed esami da effettuarsi presso l’ASL.

La richiesta del medico deve essere su ricettario del SSN.

Il cittadino deve presentarsi con la tessera sanitaria, il farmacista effettua la prenotazione, ottenuto il consenso al trattamento dei dati sensibili, presso postazioni informatiche, indicando la struttura dove verrà erogata la prestazione, il giorno e l’ora, e nel contempo fornirà informazioni propedeutiche alla prestazione.

Il referto potrà essere ritirato, consegnato in busta chiusa al paziente o a persona diversa se munito di delega, sulla quale si riportano gli estremi del documento di riconoscimento.
La giacenza dei referti deve essere della durata massima di 45gg, decorso tale termine il ritiro sarà esclusivamente effettuato presso l’ASL.

La farmacia, inoltre, deve esporre al pubblico l’elenco delle tipologie di prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale disponibili per la prenotazione.
Nella farmacia del futuro tra le innovazioni vi sarà la ricetta elettronica. Tale novità è stata pubblicata in G.U. il 12/11/11.

Come già accade in Lombardia, il medico in un prossimo futuro prescriverà on line sul sistema informatico regionale o su quello del Ministero delle Finanze.

Il sistema di accoglienza centrale una volta compilata la ricetta lascerà all’assistito una ricevuta su carta bianca contenente il codice fiscale e il numero della ricetta elettronica che serviranno al farmacista per recuperare la prescrizione.
Se ci saranno interruzioni del sistema i medici potranno sempre tornare al vecchio ricettario rosso e le farmacie potranno spedire la ricetta off line per caricarla successivamente. Invece, in materia di vendita dei farmaci novità arrivano dal “Decreto Salva-Italia” siglato dal nuovo governo tecnico del Premier Prof. Monti.

Alla luce dell’art.32, comma 1 esperita la procedura di cui al comma 1-bis, inerente le liberalizzazioni della farmacia, “negli esercizi commerciali di cui all’art.5, comma 1, D.L. 4/7/06 n.223, convertito, con modificazioni dalla legge 4/8/06 n.248, che ricadono nel territorio di comuni aventi popolazione superiore ai 12000 abitanti, al di fuori delle aree rurali come individuate dai piani sanitari regionali, potranno essere venduti senza ricetta medica anche i medicinali di cui all’art.8, comma 10, lettera c) della legge 24/12/93 n.537 e successive modifiche, ad eccezione dei medicinali di cui all’art. 45 del testo unico di cui al D.P.R. n.309 del 9/10/90 e successive modifiche (Tab. II sez.A-E) e di cui all’art.89 del D.L. 24/04/2006 n.219, nonché farmaci del sistema endocrino e di quelli somministrabili per via parenterale.”

Per i non addetti ai lavori il Ministero della Salute, sentito il parere dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), individuerà un elenco di medicinali di fascia C, che potranno essere venduti nei prossimi mesi senza ricetta del medico in tutte le farmacie, e solo nelle parafarmacie e nei corner della GDO nei comuni con più di 12500 abitanti.

Da tale lista saranno esclusi tra i farmaci etici i farmaci stupefacenti (D.P.R. 309/90 e modifiche), i medicinali soggetti a prescrizione da rinnovare volta per volta (ex art.89 D.L.vo 219/06), gli iniettabili, gli anticoncezionali, gli antidepressivi, mentre potrebbero uscire farmaci dermatologici per uso esterno, antivirali ad uso locale e alcuni antiinfiammatori.

Inoltre, per venire incontro alla crisi il comma 4 del suddetto art.32 prevede la facoltà di praticare sconti purché leggibili e praticati a tutti i clienti sui prezzi al pubblico per tali medicinali che entrano nel fuori-canale, ricalcando il decreto Storace datato maggio 2005 per i medicinali SOP (senza obbligo di prescrizione) e OTC (Over the counter) liberalizzati il 4/07/06 con il decreto Bersani negli esercizi commerciali al dettaglio alimentare e non alimentare, previsti dall.art4 D.L.vo 31/3/98 n.114, i corner della salute della GDO e parafarmacie.

Il feudalesimo delle leggi del 1936, molte delle quali vigenti tutt’oggi per il settore farmacia, sta finendo con malcontento della lobby e forse il vantaggio economico della popolazione.
Staremo a vedere.
Al via le liberalizzazioni.