La parola che ha un  peso smuove qualcosa nell’anima, la tocca, mette in moto qualcosa”
                                                                                                                                         (Bert Hellinger)
In origine la parola era parlata: gli esseri umani comunicavano solo oralmente; più tardi la parola è stata anche scritta e letta.  
La parola parlata, accompagnata dal tono della voce e dallo sguardo o dal movimento del corpo, non solo è pronunciata ma è anche vista.

Alcune parole ci toccano in modo particolare perché in esse si condensa tutta una storia, come la parola madre, padre, bambino, vita, morte, addio, patria, pace, amore e ci coinvolgono per le immagini che evocano in noi.

Per es.: se diciamo la parola madre, ci arrivano le immagini che nel tempo ci siamo fatti di nostra madre e con esse i nostri vissuti nella relazione con nostra madre.

A volte queste immagini producono gioia e sollievo, altre volte feriscono il cuore.

Le immagini ferite possono permanere anni, consumano il corpo, logorano la mente e chiudono il cuore.

La nostra salute è compromessa e così il naturale scorrere della vita, la realizzazione personale, il rapporto di coppia, le relazioni con gli altri e il lavoro.

Le immagini negative di una relazione ferita, continuano a tormentarci e finiscono con il prevalere sulle immagini positive di quella relazione.

E così in molti siamo passati attraverso l’esperienza di cadere in un circuito chiuso in se stesso, che meccanicamente ripete un ciclo: rabbia- dolore-odio – desiderio di vendetta-sensi di colpa- malattia – collera – tristezza.

Il risultato è che non sentiamo più fiducia in noi stessi e negli altri, ci percepiamo incapaci di poter immaginare che cambiare è possibile.
Allora come trasformare le nostre immagini ferite? Come riprendere in mano la nostra vita con rinnovata fiducia?  Come cambiare?
Le scoperte degli ultimi anni, su come funzionano le relazioni e come renderle felici, condotte dallo studioso tedesco, Bert Hellinger, ideatore del metodo delle costellazioni familiari, ci mostrano che da quell’irretimento nel passato non solo si può uscire, ma si recupera una nuova forza per la vita.

Il lavoro di Bert Hellinger colpisce proprio per la sua semplicità e per l’effetto immediato di ben-essere che produce.

Durante una costellazione con un cliente o in un gruppo di persone, per es. c’è una coppia, lei e lui uno di fronte all’altra, si guardano soltanto e delle immagini cominciano ad affiorare, spesso sono immagini negative, legate a rabbia e rancori, queste immagini impediscono di andare l’uno verso l’altra, poi accade qualcosa nell’esperienza che stanno facendo: vengono pronunciate alcune parole che “rivelano” che in ognuno di loro c’è anche una forza diversa, non più distuttiva, ma creativa, non più volta a dividere, ma riconciliatrice.

Queste parole portano con sé una forza che “guarisce” le ferite di quella relazione e la rimette in movimento.
E ad un tratto è facile sentirsi di nuovo uniti.
Queste parole utilizzate con consapevolezza in un contesto di vita quotidiana sortiscono lo stesso effetto benefico e salutare sia per chi le pronuncia sia per chi le riceve.
Le parole guaritrici che Bert Hellinger ha individuato come essenziali sono tre:
Grazie – Si – Per favore.

note fonte: per chi vuole approfondire; “Riconoscere ciò che è” ed. urra; “Quiete e gratitudine”; Ciò che agisce” ed. Accademia, di Bert Hellinger.