chirurgia appendiciteL’appendicite acuta è una patologia molto frequente, in Italia uno studio effettuato nel 2004 ha evidenziato che statisticamente il 21% della popolazione (all’incirca una persona su cinque) nel corso della propria vita subisce un intervento chirurgico di appendicectomia.

La maggior parte dei soggetti sviluppa un’appendicite acuta tra i 15 ed i 30 anni di età e comunemente l’appendicite è ritenuta una affezione tipica degli adolescenti e delle persone giovani.

Negli ultimi decenni tuttavia l’incidenza di appendicite acuta nell’anziano, nelle persone cioè che hanno superato il 65° anni di età, è in sostanziale aumento.

L’appendicite acuta nel paziente anziano può rappresentare una patologia molto insidiosa, in quanto non è sempre agevole da diagnosticare e che rapidamente può portare ad una grave compromissione dei parametri vitali e talvolta anche al decesso.

Il motivo per cui un paziente anziano sviluppa un’appendicite acuta potrebbe risiedere in un rallentamento del transito intestinale, causato dalla stitichezza a sua volta favorita da diete a basso contenuto di fibre per altro tipiche dei paesi occidentali.

In Asia ed in Africa, per esempio, dove la popolazione abitualmente ha una dieta con un contenuto molto elevato di fibre, l’appendicite è molto meno frequente, sia nei soggetti anziani che anche nei giovani.

Si ritiene che diete a basso contenuto di fibre, provochino un progressivo mutamento della flora batterica intestinale a favore di batteri più virulenti.
Questo fattore associato alla stasi prolungata aumenta significativamente la possibilità d’infezione dell’appendice.

Spesso nel paziente anziano il quadro di appendicite acuta viene complicato dalla presenza di co-morbidità, cioè di malattie preesistenti (malattie croniche polmonari, ipertensione arteriosa, cardiopatie, insufficienza renale, diabete) che in caso di appendicite acuta possono a loro volta aggravarsi e complicare ulteriormente la situazione generale oltre che fuorviare la diagnosi.

Nei soggetti anziani, solitamente le reazioni dell’organismo e la risposta immunitaria alla infezioni sono clinicamente meno evidenti e più lenti e meno efficaci sono i processi riparativi e di difesa. Ne consegue che i sintomi sono più sfumati rispetto al paziente piu giovane, questo si traduce in un frequente ritardo diagnostico per cui le complicanze quali la peritonite generalizzata, l’ascesso appendicolare e la sepsi di origine addominale sono purtroppo di comune osservazione.

L’appendicite acuta nell’anziano non è solitamente di facile diagnosi, spesso ha una presentazione clinica atipica che a sua volta comporta un’alta frequenza di perforazione e di complicazioni a livello peritoneale tali da mettere in pericolo la vita stessa del paziente.

La terapia è esclusivamente chirurgica in quanto gli antibiotici possono solo rallentare, ma non risolvere il quadro clinico. L’intervento può essere effettuato con tecnica tradizionale, detta laparotomica, che prevede un’incisione più o meno ampia a livello dell’addome o con tecnica laparoscopica, che consiste nell’introduzione, sempre a livello dell’addome, di una microtelecamera e di alcuni strumenti adeguatamente predisposti che consentono di asportare l’appendice in modo meno invasivo.

Nel caso del paziente anziano, uno stato di scompenso cardiaco o situazioni di insufficienza respiratoria possono controindicare il ricorso alla laparoscopia tuttavia, in questi ultimi anni i team chirurgici e anestesiologici si stanno sempre più perfezionando nella gestione intra e periooperatoria di queste situazioni, tanto che il ricorso alla chirurgia laparoscopica, anche in questi casi, è sempre più frequente.