La mesoterapia (dal greco mesos = mezzo) o I.T.D. è un’arma efficace e un’alternativa valida dai risultati eccellenti alle terapie più comuni; una tecnica iniettiva semplice e con scarse controindicazioni.

È un metodo di terapia iniettiva farmacologica, intradermica distrettuale di farmaci della Farmacopea Ufficiale (F.U.), gli stessi farmaci che, per le stesse indicazioni cliniche, sarebbero stati usati per via sistemica.

Il metodo consiste, infatti, nella somministrazione di un farmaco nel derma di un’area topografica ben definita che è sede di un processo patologico.

La distribuzione del farmaco si effettua con una serie di microiniezioni nel distretto cutaneo corrispondente.

É un medico francese, il Dr. M. Pistor che, ha il merito di aver intuito, ideato e dimostrato nel 1952 l’efficacia maggiore dei farmaci iniettati per questa via.
Nel 1964 il dr. Pistor fondò la Société Française de Mesothérapie e nel 1968 presentò la prima comunicazione ufficiale davanti all’Accadémie de Medécine; nasce, invece, nel 1975 la Società Italiana di Mesoterapia.
La Mesoterapia ossia, l’Intradermoterapia Distrettuale (I.T.D.), è un atto d’esclusiva competenza del medico e pertanto, fa parte della Medicina convenzionale;
non esclude né sostituisce altre vie di somministrazione di farmaci, inoltre può essere associata a presidi fisiokinesiterapici con potenziamento sia dell’effetto fisioterapico sia di quello farmacologico.

Poiché l’assorbimento del farmaco a livello dermico è piuttosto lento, in questa sede si formerà un piccolo deposito che andrà esaurendosi in tempi che superano le 12 ore, come hanno dimostrato i lavori del prof. M. Pitzurra e coll. dell’Università di Perugia, nel 1980.
Soltanto una minima parte delle molecole medicamentose entrerà in circolo.

Con questo metodo piccole dosi di farmaco sono sufficienti per realizzare sorprendenti effetti terapeutici.

Le applicazioni cliniche della mesoterapia sono molteplici:
• quelle antalgiche a livello dell’apparato locomotore: lombalgie, coxalgie, periartriti, rizoartrosi, epicondilite ed epitrocleite, tendiniti, lesioni traumatiche (lesioni contusive, lesioni distorsive, lesioni da sforzo), nevralgie, fibromialgia;
• nelle vasculopatie periferiche, soprattutto di natura venosa e linfatica;
• in medicina estetica (nella cellulite, nelle adiposità localizzate, nell’invecchiamento cutaneo) e in alcune affezioni dermatologiche.
L’intervento mesoterapico assume notevole valore quando, a causa di malattie d’organo o d’apparato (insufficienza renale o epatica, patologia peptica), di gravi condizioni generali, di politerapia, l’uso di alcuni farmaci, i FANS in particolare, può rivelarsi tossico o è controindicato. In questi casi le dosi ridotte e la ripetizione del trattamento a distanza, mediamente di sette giorni, riescono a dare sollievo senza provocare effetti tossici o lesivi.

Con questo metodo sono ridotti gli effetti iatrogeni e, date le piccole dosi medicamentose, anche la spesa sanitaria.

La tecnica prevede l’utilizzo di aghi particolari di diversa lunghezza, possono essere usati singolarmente oppure montati su multiiniettori (sempre meno utilizzati per la scarsa manegevolezza).