Gravidanza scarpette pancione

Significato preventivo e curativo della rieducazione del pavimento pelvico

La gravidanza e il parto rappresentano momenti importanti per lo sviluppo di incontinenza urinaria (IU) che secondo la Fondazione Italiana Continenza interessa il 32-64% delle donne in dolce attesa, è ancora presente a un anno di distanza in circa 1 donna su 5 e in alcuni casi persiste per sempre.Non è difficile capirne il motivo.

Cosa succede nel parto?
Durante il parto, il pavimento pelvico è esposto a forze di pressione e di trazione. Il pavimento pelvico è quell’unità anatomo-funzionale osteo-muscolo-fasciale che chiude in basso la pelvi. È chiamato anche perineo o diaframma pelvico, circonda appunto l’uretra, la vagina e l’ano ed è legato alle funzioni vitali come la sessualità, la riproduzione, l’evacuazione, la respirazione. I fattori che regolano l’insorgenza di una lesione anatomica o nervosa sono la costituzione materna, la posizione e il peso fetale, le caratteristiche del parto. Tali fattori possono predisporre all’incontinenza urinaria da sforzo, definita come perdita involontaria di urina che si manifesta in occasione di aumenti della pressione addominale (colpi di tosse, starnuti, risate, saltelli…) o a quelle da urgenza definita come desiderio impellente e non procrastinabile di urinare.

Diagnosi

Per inquadrare correttamente il problema sono necessari dopo 30 giorni dal parto:
• un attento colloquio e la visita uroginecologica;
• l’esame urine e l’ urinocoltura: consentono di escludere eventuali infezioni;
• l’ecografia renale e vescicale: consentono di individuare eventuali patologie organiche causa di incontinenza urinaria;
• la compilazione del diario minzionale: si chiede alla paziente di annotare l’orario delle minzioni, la quantità di ciascuna minzione, il numero degli episodi di incontinenza, il numero degli episodi di urgenza, il numero degli eventuali pannolini cambiati quotidianamente;
• l’esame urodinamico: è l’esame principe per la diagnosi di incontinenza urinaria; esso riproduce in laboratorio la sintomatologia della paziente in modo da individuare se la causa dell’incontinenza sia in un malfunzionamento del detrusore che si traduce in genere clinicamente nell’incontinenza da urgenza, o un cattivo funzionamento dell’uretra che determina invece un quadro di incontinenza urinaria da sforzo.
Alla fine del percorso diagnostico potrà essere definito un piano terapeutico adeguato e mirato alla specifica alterazione da correggere.

Prevenzione

Come prevenire e curare la disfunzione del pavimento pelvico?
Nel post partum il fine è quello di recuperare un perineo normale.
È per questo motivo che va consigliata alla donna dopo circa sei settimane dal parto la “rieducazione del pavimento pelvico” in centri specializzati per un numero minimo di 10 sedute bisettimanali o comunque finchè non vengono raggiunti i principali obiettivi:
• presa di coscienza dal punto di vista prima teorico e poi pratico della muscolatura perineale;
• eliminazione di ogni contrazione muscolare sinergica all’attività perineale (agonista e antagonista)
• comprensione degli esercizi di rinforzo muscolare perineale selettivo;
• training volto all’automatizzazione dell’attività perineale durante gli atti della vita quotidiana.

Le tecniche di chinesiterapia sono rappresentate da semplici esercizi (esercizi di Kegel). La riabilitazione, indicata nell’incontinenza urinaria e nei casi di prolasso di lieve entità, può essere anche eseguita con l’ausilio di macchinari specifici (es. il biofeedback, che permette di oggettivare con segnali visivi e sonori l’entità delle contrazioni, e l’elettrostimolazione). La durata della seduta è di 40 minuti circa.