Prevenzione e terapia precoce
Sono i due temi delle attuali campagne di informazione e sensibilizzazione.
L’osteoporosi non è un problema solo femminile.
Anche nell’uomo la perdita di massa ossea che compare tra i 40/50 anni, progredisce con l’età, rende le ossa più fragili e predispone alle fratture.

Giocare d’anticipo serve a contenere la perdita di massa ossea che avviene con l’età e che nelle donne subisce una brusca accelerazione in postmenopausa.
L’osteporosi è una malattia insidiosa: senza dolori premonitori può esordire con una frattura dall’apparenza banale.
La componente genetica ha un ruolo primario: se genitori o nonni ne hanno sofferto la prevenzione diviene ancora più importante perché l’osteoporosi non è una malattia ineluttabile e si può ampiamente prevenire.

“La qualità del nostro tessuto osseo si costruisce dalla nascita e nel corso della vita.
Perciò è necessario pensarci il prima possibile.
Oltre cinque milioni di italiani ne soffrono” – afferma la Prof.ssa Brandi endocrinologa e Presidente di F.i.r.m.o.
Cosa vuol dire? Che bisogna
“farsi le ossa” fin da giovani attraverso uno stile di vita sano e corretto. Fare movimento soprattutto all’aperto, camminare a passo veloce mezzora al giorno, mangiare cibi ricchi di calcio e vitamina D, limitare il sale, pochi alcolici, niente fumo ed evitare grosse variazioni di peso sono le opportunità che ognuno può sfruttare per contrastare la fragilità ossea legata all’inevitabile avanzare dell’età.

Nello stesso tempo una maggiore adesione alle terapie farmacologiche da parte di chi è ancora in osteopenia, fase che precede la malattia vera e propria, porterebbe ad una drastica caduta del numero di fratture ossee che si verificano ogni anno con aggravio per salute e costi sanitari anche se i farmaci per l’osteoporosi hanno il solo obiettivo di prevenire le fratture, unica manifestazione clinica della malattia.

La Mineralometria Ossea Compu-terizzata è l’esame di elezione per la diagnosi.
Si esegue su femore e colonna dorso-lombare.
Le radiazioni sono molto inferiori a quelle delle comuni radiografie.
Il T-Score è il punteggio della densità ossea calcolato e che secondo l’età può risultare: normale, osteopenia, osteoporosi.
Va eseguita ogni due anni
dall’inizio della menopausa ma anche prima, se vi sono malattie predisponenti o in caso di assunzione di cortisonici o terapie adiuvanti dei tumori mammari.

In giovane età in caso di disturbi alimentari quali l’anoressia.
Negli uomini dopo i 70anni o prima se con fattori di rischio noti: fumo, alcool ed eccessiva magrezza

Terapia medica: bifosfonati e ranelato di stronzio in presenza di calcio e VitD inibiscono gli osteoclasti, cellule che erodono l’osso e attivano gli osteoblasti, cellule preposte alla costruzione della massa ossea.
Sono dispensabili dal SSN solo in casi gravi.

Terapia Ormonale Sostitutiva: se non controindicata la terapia con estrogeni/progesterone o Tibolone, che agisce come estrogeno sulle ossa, in postmenopausa riducono la perdita di massa ossea prevenendo le conseguenti fratture vertebrali e femorali.

Anche i SERMs o modulatori di estrogeni riducono il rischio di fratture.
In alternativa integratori con soia e trifoglio rosso, movimento e attività fisica all’aria aperta: oltre a prevenire la perdita di massa ossea la incrementa dell’1% all’anno.
Nuoto, passeggiate e bicicletta per tutti.

Utile lo sport amatoriale con adeguati allenamenti preparatori. Per i non allenati meglio aerobica, ginnastica dolce, yoga e Tai Chi.

Donne in terapia per tumore mammario: sono ad alto rischio di fratture da osteoporosi sia per la precoce menopausa indotta sia perché non possono assumere terapie ormonali.
In queste donne le proteine della soia sono tuttavia sconsigliate per il loro potenziale estrogenico, mentre quelle con trifoglio rosso, si possono assumere anche per i sintomi vasomotori.