Sudare non significa dimagrire

Quante volte vi è capitato di pesarvi dopo una bella corsetta estiva in spiaggia la mattina alle 11:00 e soddisfatti e compiaciuti dal verdetto della bilancia che vi ha trovato più leggeri avete annuito e vi siete congratulati con voi stessi pensando di aver fatto un buon lavoro, vantandovi di aver raggiunto quel risultato dopo solo 15 minuti di corsa intermittente?

Peccato che non siete dimagriti, avete solo perso molti liquidi; il corpo umano che è una macchina perfetta, sudando evita il surriscaldamento dovuto all’aumento di temperatura del corpo durante un’attività fisica. Quindi non solo l’idea di dimagrire per il tramite della sudorazione è sbagliata, ma è anche dannosa per l’organismo, perché da vita a mal costume; tipo l’uso di pancere in neoprene per incrementare la sudorazione, saune, pellicola trasparente sull’addome, k-way, tute pesanti, correre sotto il sole nelle ore più calde etc.

Tutto ciò equivale soltanto a perdere molti liquidi, che verranno immediatamente reintegrati alla prima bevuta d’acqua. Questi comportamenti sbagliati possono portare a scompensi cardiaci, crisi respiratorie, crampi, nausea e nella migliore delle ipotesi a performance sportive penose.
La sudorazione contrasta efficacemente l’aumento di temperatura corporea, che ricordiamo, durante l’allenamento può aumentare di 2-3 gradi centigradi solo se è consentita la sua evaporazione.

Pertanto è sempre meglio raffreddare il corpo favorendo la possibilità di allenarsi più a lungo e meglio, prevenendo l’insorgere dell’affaticamento e intaccando le riserve energetiche a lungo termine dell’organismo che sicuramente favorirebbero il dimagrimento per il tramite della termogenesi innalzando il metabolismo.
L’unico modo per dimagrire con certezza è fare attività fisica a livello AEROBICO; se crediamo però di dimagrire correndo 10 minuti su un treadmill speriamo in una cosa matematicamente impossibile considerato che i meccanismi energetici che utilizza l’organismo sono tre, e che quello aerobico è il terzo ed ultimo e si attiva solo dopo diversi minuti dall’inizio dell’attività fisica costante (dove per costante si intende senza soste e senza cambi repentini di velocità), favorendo così un’altro valore che deve essere costante, la frequenza cardiaca che per il dimagrimento deve essere tra il 50-60% della frequenza cardiaca massima del soggetto.

Partner del nostro allenamento deve essere il cardiofrequenzimetro per controllare la frequenza cardiaca permettendoci di rimanere nella soglia allenante che dicevamo, senza rischi e senza sbalzi.

E’ sempre utile comunque, quando si vuole intraprendere un’attività fisica di qualsiasi genere, avere un parere medico e farsi per lo meno consigliare da un preparatore atletico o da un personal trainer.
Quindi ALLENIAMOCI con l’attività aerobica, senza lesinare minuti partendo ovviamente con dei tempi contenuti ed incrementando il carico di lavoro passando magari da una camminata a passo svelto di 15 minuti per 2/3 allenamenti a una corsetta leggera di 20 minuti per altri 2/3 allenamenti cercando di volta in volta di aumentare di 1/2 minuti il tempo di allenamento. Buon allenamento!