psicoterapia attacchi di panicoGli attacchi di panico si manifestano spesso in manieraimprovvisa e possono rendere la vita difficile da affontare.
Ma si possono risolvere!

“Dottoressa ero per strada e guardavo le vetrine, ad un certo punto non so cosa mi sia successo, ma ho cominciato a stare male, cioè… mi sono sentita mancare l’aria, la testa mi girava, il cuore batteva all’impazzata e ho comimciato ad avere paura di morire, non riuscivo a riprendermi.

Poi piano piano è passata, ma mi creda è stato tremendo e ho paura che possa succedere ancora”.

Eccolo un esempio di attacco di panico!
Magari siamo al supermercato, in fila alla posta, in giro in centro, o più semplicemente sul nostro divano quando… arriva per la prima volta.

Non sappiamo come gestirlo e quando finirà, sappiamo solo che c’è una grande paura di morire o di perdere il controllo di se stessi, ci sentiamo con la testa leggera, la sudorazione aumenta e il battito cardiaco sembra impazzito, avvertiamo un formicolio alle mani o la bocca secca. Ci chiediamo perché ci è successo, da cosa dipende, se e quando ritornerà…

Da quel momento cresce la paura che possa succedere di nuovo e noi entriamo in uno stato di allerta. Magari accade ancora e noi piano piano cominciamo a mettere in atto dei tentativi per cercare di “risolvere” la situazione o almeno di “tamponarla”, di gestirla perché non renda la nostra vita impossibile da vivere.

Ecco allora che chiediamo aiuto a chi ci sta intorno, parliamo del nostro problema per cercare di sfogarci e rilassarci, evitiamo i posti dove si pensa che l’attacco possa avvenire con più facilità e si controlla costantemente il proprio stato fisico e psichico.

Tutto ciò non fa altro che peggiorare la nostra situazione, perché ci rende dipendenti dagli altri, esseri umani rinchiusi per la paura di frequentare certi luoghi e soggetti ripiegati su se stessi alla ricerca dei segnali che provengono dal proprio corpo, proprio come una marionetta rotta con gli occhi rivolti all’interno. Il panico ci porta spesso in questa trappola.

Oltre alla paura c’è anche lo sconforto, perché spesso sembra che gli altri non ci capiscano e, inoltre, più cerchiamo di migliorare peggio vanno le cose. Come comportarsi?

Secondo un punto di vista tipico della terapia breve strategica, sul momento non è fondamentale trovare le cause scatenanti, che magari potremmo vedere più avanti nel percorso di una terapia, ma cercare di uscire dalla trappola nella quale ci troviamo.

Immaginiamo… è come se fossimo caduti dentro una buca profonda, ci interessa di più trovare il modo di uscire o sapere subito come abbiamo fatto a cadere lì dentro?

Un percorso terapeutico può aiutare a risolvere questa problematica e a ritrovare la serenità. Lavorando su noi stessi impareremo quali comportamenti possono aiutarci e quali invece non fanno altro che danneggiarci.

Il panico è una patologia che può essere risolta, serve solo la consapevolezza che un aiuto è spesso fondamentale.

Ci sono vari approcci psicoterapeutici che riescono ad aiutare chi soffre di attacchi di panico, la terapia breve strategica, l’approccio cognitivo-comportamentale sono solo un paio di esempi, fondamentale è scegliere quello che per noi sembra il migliore, perché tutti abbiamo il diritto di vivere una vita più serena possibile: “Tutto è difficile prima di essere semplice” (T.Fuller).