Farmaci antiallergici, effetti collaterali e interazioni.
Con un continuo aumento di allergie legate allo stile di vita “sterile” e al miglioramento dell’igiene negli ultimi decenni, il sistema immunitario risponde in maniera anomala a sostanze innocue.

Come correre ai ripari?
Quest’anno la stagione allergica è iniziata in ritardo, complice il cambiamento climatico, ma per i soggetti a rischio si è rivelato un problema per le fioriture contemporanee di più piante, molte di importazione, che liberano nuovi allergeni, con l’immissione nell’area di un maggior numero di pollini allergizzanti.
In più l’inquinamento urbano facilita la sensibilizzazione, il riscaldamento globale aumenta la liberazione di pollini, allergeni, e, pertanto, la frequenza di allergie aumenta.
La rinite allergica stagionale è caratterizzata da sintomi locali quali starnuti continui, prurito nasale, naso chiuso, rinorrea  comune è l’arrossamento, il prurito e la lacrimazione oculare, nonché  sistemici  come stanchezza, febbre, cefalea.

Qual’ è il trattamento?
La rinite allergica viene tenuta sotto controllo con gli antistaminici di seconda generazione come l’azelastina cloridrato (Rinazina antiallergica spray), levocabastina (Levoreactspray), decongestionanti della mucosa nasale per via topica o sistemica, pseudoefedrina (Reactinecpr), nei casi più gravi con pazienti che manifestano dispnea, respiro sibilante e nei soggetti asmatici si ricorre ai corticosteroidi nasali per uso locale, se i sintomi persistono si può trarre beneficio dall’uso di sodio cromoglicato.

I decongestionanti della mucosa nasale formulati in gocce o spray possono essere utilizzati per un breve periodo, non più di 7 giorni, per ridurre la congestione.
In genere contengono simpaticomimetici, efedrina (Argoton ), oximetazolina, xilometazolina, che inducono vasocostrizione, riducono l’edema nasale.
Questi ultimi più potenti possono provocare una congestione di rimbalzo, rinite iatrogena, dovuta a vasodilatazione secondaria alla loro sospensione, con conseguente aumento della sintomatologia.

Possono provocare crisi ipertensive (aumento della pressione), se associati a inibitori delle monoamminossidasi (farmaci antidepressivi).

Sono controindicati sotto i 12 anni, ai farmacisti spetta il compito di far presente i limiti e le controindicazioni ai clienti che si recano nei vari presidi vista la presenza in OTC/SOP.

I decongestionanti sistemici sono controindicati nei soggetti ipertesi, diabetici, affetti da ipertiroidismo (eccessiva attività della tiroide), predisposti al glaucoma ad angolo  chiuso, ipertrofia prostatica, insufficienza renale, gravidanza.

Nella rinite allergica stagionale la terapia dovrebbe iniziare con gli antistaminici topici, azelastina, da 2 a 3 settimane prima del periodo a rischio e proseguita per alcuni mesi.

Gli antistaminici orali prevengono rash orticariodi, prurito, allergie nasali, riducono la rinorrea, la frequenza degli starnuti.
La sonnolenza è un effetto indesiderato dei farmaci di prima generazione, con i nuovi composti è ridotta notevolmente.

Gli effetti degli antistaminici sedativi più frequenti sono:  alterazioni psicomotorie, cefalea, ritenzione urinaria, secchezza delle fauci, visione offuscata, disturbi gastointestinali.
Si segnalano raramente palpitazioni, aritmie, ipotensione, depressione, disturbi del sonno, discrasie ematiche.

Gli antistaminici non sedativi come cetirizina, desloratadina (Aerius) danno effetti psicomotori meno marcati.

I corticosteroidi nasali sono utili nella profilassi e nel trattamento della rinite allergica, come betametasone, budesonide, mometasone.
Gli studenti in prossimità degli esami devono utilizzarli per periodi brevi.
Dovrebbero essere evitati se presenti infezioni nasali non curate, nei bambini sottoposti a trattamento prolungato di corticosteroidi orali.

Effetti indesiderati sono secchezza, epistassi, glaucoma, cefalea, disturbi del gusto e dell’olfatto.

Gli effetti sistemici sono più
frequenti con le gocce vs spray.
L’immunoterapia con vaccini di estratti allergenici può ridurre i sintomi dell’asma e della rinocongiuntivite allergica, oltre al rischio di shock anafilattico, trattato da medici in ospedale, nei casi di urgenza, con adrenalina e prometazina a uso parenterale.

I vaccini desensibilizzanti  sono somministrati dagli allergologi nei casi di rinite allergica stagionale nei pazienti non responsivi agli antiallergici, negli individui ipersensibili alle punture di vespe e api.

Sono somministrati con cautela agli asmatici, controindicati in gravidanza, nei bambini sotto i 5 anni, nei pazienti in terapia con betabloccanti o ACE inibitori.
Entro 1h dall’iniezione si può verificare broncospasmo.
Se insorgono sintomi di ipersensibilità il paziente va tenuto in osservazione.

Il trattamento della congiuntivite allergica, invece, prevede l’uso di colliri antiallergici sodio cromoglicato, lodoxamide instillati 4 volte
al giorno, nedocromil sodico 2 volte al giorno.

I colliri antistaminici, azelastina, ketotifene, si devono instillare 2 die.
Sono presenti in commercio associazioni di decongestionanti della mucosa oculare e antiallergici come nafazolina nitrarto e tonzilamina cloridrato (Imidazyl antistaminico®collirio) si usa 1 goccia 2-3 volte al giorno per non più di 4 giorni.
Si associano nei casi gravi ad antistaminici e corticosteroidi per uso orale.
Prima dell’uso di qualsiasi medicinale chiedete consiglio al medico o al farmacista  e leggete con attenzione tutte le informazioni contenute nel foglietto illustrativo.